METODI ALTERNATIVI ALLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE: POSSIBILI E VANTAGGIOSI
A PALERMO IL CONVEGNO DELLA LAV ‘’DAL TOPO AL MOUSE'’ SULLE ALTERNATIVE ALLA VIVISEZIONE. RICERCATORI E DOCENTI UNIVERSITARI DI FAMA INTERNAZIONALE CONCORDANO CHE LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE E’ UN ERRORE METODOLOGICO E DEVE ESSERE SUPERATA
CON METODI SICURI ED AVANZATI.
Col saluto dei Presidi delle Facolta’ di Farmacia, Ingegneria, Medicina
e Scienze dell’Universita’ di Palermo, che patrocina l’evento, si e’
Topo al Mouse'’ sui metodi alternativi alla sperimentazione animale,
organizzato dalla LAV per divulgare presso la comunita’ scientifica e
gli studenti universitari le motivazioni etiche e scientifiche
dell’antivivisezionismo e, soprattutto, le possibili alternative per una
solida, rapida e consistente icerca scientifica in ambito biomedico.
L’alto profilo scientifico emerso gia’ dai primi interventi della mattinata
ha confermato la valenza nazionale el convegno (il primo del genere
organizzato in Sicilia dalla LAV) al quale hanno partecipato relatori
Nel suo intervento, il Prof. Gianni Tamino (Dipartimento di Biologia,
Universita’ di Padova) ha sostenuto che la sperimentazione animale e’ un
errore metodologico che ‘’trae origine da una visione meccanicista e
riduzionista della natura, che assimila uomini ed animali a macchine. Ma
ogni biologo sa che animali diversi possono presentare alcune
caratteristiche anatomiche e fisiologiche simili, ma molte altre diverse.
Cosi’ ogni risultato ottenuto su un animale ci fornisce tutt’al piu’ dati
utili per quella specie, ma non sappiamo se cio’ che si e’ ottenuto su
quell’animale si verifichera’ anche nell’uomo. Sapremo se vi e’ o meno
corrispondenza tra l’uomo e l’animale solo dopo aver sperimentato le
stesse sostanze sull’uomo, che sara’ a sua volta una cavia'’.
Per la Dr.ssa Flavia Zucco (Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare, CNR Roma) e’ ormai necessario rielaborare alcuni concetti sulla sperimentazione animale alla luce delle innovazioni scientifiche e
tecnologiche che hanno prodotto ‘’enormi cambiamenti sul piano sociale e
culturale, che si sono poi riflessi in legislazioni piu’ adeguate alla
complessita’ ed all’avanzamento della conoscenza'’. ‘’Una coscienza etica
diffusa nei confronti dell’ambiente in cui viviamo, un’attenuazione della
concezione antropocentrica dell’uomo, un richiamo alla maggiore
responsabilita’ sociale degli scienziati - afferma - sono gli aspetti
rilevanti di questa nuova cultura'’.
L’intervento del Prof. Gerardo Catapano (Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali, Universita’ della Calabria) ha dimostrato i vantaggi conseguenti all’uso di ‘’bioreattori in flusso continuo nella
caratterizzazione del metabolismo di cellule epatiche'’ sostitutivi dei
‘tradizionali’ test sugli animali per accertare la tossicita’ di un farmaco.
‘’Informazioni ricavate negli ultimi anni - ricorda il prof. Catapano -
suggeriscono che solo tessuti umani possono produrre informazioni accurate ed affidabili sul metabolismo di una specie bio-chimica da parte
dell’uomo'’.
Nella sessione pomeridiana ha preso la parola il Prof. Cristiano Nicolella (Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali, Universita’ di Pisa) per illustrare i modelli fisici
dell’intestino mano ‘’che possono significativamente contribuire a ridurre
o eliminare il icorso alla sperimentazione animale per la validazione di
nuovi prodotti o rattamenti terapeutici'’. In particolare, e’ stato presentato
alla comunita’ cientifica un modello sperimentale di intestino umano
sviluppato in ollaborazione tra l’Universita’ di Pisa e l’Universita’
di Reading.
Si e’ parlato anche di modelli matematici e sperimentazione: il Prof. Lucio Rizzuti (Dipartimento di Ingegneria Chimica dei Processi e dei Materiali, Universita’ di Palermo) ha esposto l’importanza della validazione dei modelli matematici presentandone alcuni esempi tipici dell’ingegneria e diversi approcci di validazione.
In conclusione, la Dr.ssa Malva Moncalvo (Helan - Cosmesi di laboratorio, Genova) ha portato l’esperienza dell’adesione della Helan allo standard internazione non testato su animali gestito in Italia dalla LAV che certifica cosmetici prodotti senza ricorso ad esperimenti su animali.
‘’Ogni anno solo in Italia più di 900.000 animali, circa 3.000 al giorno,
vengono utilizzati sia nella ricerca di base che applicata. I test a cui
vengono sottoposti sono spesso richiesti da leggi antiquate e forniscono
risultati inapplicabili all’uomo - dichiara l’ing. Caterina Lo Presti,
responsabile LAV Palermo -. I numerosi ed autorevoli interventi scientifici di ieri dimostrano, dati scientifici alla mano, che un’altra ricerca e’ possibile e che i risultati ottenuti con la sperimentazione animale portano molto piu’ spesso di quanto si possa immaginare a conseguenze anche gravi per la salute degli uomini, che alla fine risultano essere le vere cavie'’.
‘’Auspico che il convegno ‘Dal Topo al Mouse’ non sia un evento isolato,
bensi’ il preludio di un progetto formativo continuato presso l’Universita’
di Palermo sul tema attuale dell’uso di animali nella ricerca'’ ha
dichiarato a dr.ssa Roberta Bartocci, Responsabile nazionale LAV
‘Settore Vivisezione’. ‘Lo sviluppo di metodi sostitutivi ha fatto passi
sostituire l’uso di animali con metodi sicuri ed avanzati, per ragioni non
solo etiche ma anche scientifiche. Gli interventi dei relatori di ieri
- prosegue - hanno dimostrato chiaramente come l’uso degli animali
non sia legato ad esigenze scientifiche, quanto piuttosto all’abitudine
e alla mancanza di finanziamenti adeguati per riconvertire i laboratori.
Il Governo rispetti gli impegni presi a pag 153 del suo programma in
favore dei metodi sostitutivi all’impiego di animali: la ricerca biomedica
in Italia e nel Mezzogiorno in particolare ne hanno urgente bisogno'’.
Il convegno e’ stato anche l’occasione per fare il punto sulla vivisezione in Sicilia: sono ben 27 gli stabilimenti dove si praticano esperimenti su animali nelle nostra Regione, secondo i dati che la LAV ha elaborato in base alle informazioni raccolte dal Ministero della Salute relativi agli anni dal 2002-2005.
La sperimentazione sugli animali e’ praticata all’Universita’ di Palermo,
all’Universita’ di Catania, all’Universita’ di Messina, all’Istituto
Zooprofilattico di Palermo ed all’Ospedale Civico di Palermo; altri
stabilimenti sono stati autorizzati presso strutture private come la ditta
Cyanamid (Catania), la S.I.F.I Societa’ Industria Farmaceutica Italiana
(Catania), l’Associazione ììOasi Maria Ss.'’ di Troina (Enna), la ditta
Wyeth Lederle di Catania e la Tecnogen. Gli animali utilizzati per gli
esperimenti in tali laboratori sono ratti, topi, conigli e cavie, ma anche
suini e cani.
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