I MERCATI ASIATICI – MAGGIO 2007
I mercati azionari asiatici nelle ultime settimane si sono rivelati piuttosto stabili. In Australia si sono raggiunti livelli record, così come in Indonesia e Singapore, e alle Borse cinesi vi è stato un incremento dell’80% degli A-shares rispetto all’inizio dell’anno, malgrado le turbolenze registrate alla fine di febbraio.
La crescita dichiarata del prodotto interno lordo dell’ 11,1% nel primo trimestre 2007 evidenzia la prosecuzione della florida situazione economica cinese. Alla Borsa Indonesiana ha fatto da traino il settore delle materie prime con consistenti aumenti delle quotazioni registrate dal produttore di acciaio Inco e da Bumni Resources e Bukit Assam, aziende carbonifere. Tutt’e tre le società hanno raggiunto i loro massimi storici. A Singapore si è assistito a un’accelerazione della crescita legata soprattutto al settore dei trasporti, grazie anche alla possibile fusione tra Comfort Delgro e SMRT. Tra gli altri favoriti i cantieri nautici e i fornitori di gas e petrolio. Anche il mercato sudcoreano ha fatto registrare una forte tendenza di crescita, superando le difficoltà delle settimane precedenti. Qui la domanda si è concentrata soprattutto sui titoli legati all’esportazione, mentre gli investitore hanno mostrato poco interesse per i titoli più classici legati al mondo bancario o alla domanda interna. Di fronte a questi brillanti risultati, il mercato tailandese ha offerto dati meno entusiasmanti, anche se per i prossimi mesi ci si aspetta una stabilizzazione in vista delle elezioni presidenziali di Dicembre 2007. A lungo termine vi dovrebbe quindi essere una risoluzione positiva, anche se a breve termine si dovrà registrare ancora una certa volatilità.
Il generale scenario economico della regione si presenta promettente, con Cina e India che continuano a rivelarsi i motori trainanti. Anche qui buoni risultati provengono dai dati aziendali trimestrali che offrono impulsi positivi e dinamici al mercato, con un aumento della redditività, anche se vi è la possibilità che nel secondo semestre dell’anno le Borse asiatiche facciano registrare una crescita inferiore a quella attuale. Tra le cause di questa possibile frenata l’aumento dei costi di gestione che le società asiatiche dovranno sostenere, generati, per esempio, dall’aumento dei costi del personale. Anche le valutazioni un po’ troppo ottimistiche di questo periodo potranno provocare un certo nervosismo nell’andamento generale dei mercati. Un altro fattore di rischio per l’Asia è rappresentato dall’alto costo dei prodotti petroliferi. Tutto questo non fa che confermare a medio termine una decisa tendenza alla volatilità, compensata però a lungo termine dal perdurare di una situazione generale che gli investitori continuano a ritenere molto interessante.
Nel complesso quindi i mercati asiatici presentano una situazione con buone prospettive di sviluppo. Nell’area continueranno a confluire consistenti flussi di capitale alla ricerca di buone possibilità d’investimento che vedrà al centro dei movimenti soprattutto i gli Hedge e i fondi asiatici.



